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Consultazione Pubblica sulle accise applicate al tabacco lavorato e sulla possibile tassazione dei prodotti di nuova generazione.

Il 23 maggio scorso ha preso il via la Consultazione Pubblica promossa dalla DG TAXUD (Direzione Generale della fiscalità e dell’unione doganale della Commissione Europea) in relazione allo studio commissionato per contribuire alla Relazione della Commissione al Consiglio, circa la valutazione d’impatto di una eventuale revisione della Direttiva 2011/64/UE. L’ultima relazione è stata presentata nel 2015 e la prossima è prevista per il 2019. La Consultazione si concluderà il 3 settembre 2018.

La valutazione riguarderà “struttura e aliquote” delle accise applicate ai tabacchi lavorati, per conformarsi all’obbligo di segnalazione di cui all’articolo 19 della direttiva (la Commissione presenta, ogni quattro anni, una relazione concernente struttura e aliquote delle accise)  e per capire in quale misura questi parametri possano contribuire a realizzare il corretto funzionamento del mercato interno, l’obiettivo di un elevato livello di protezione della salute, la lotta alla frode, all’evasione fiscale e agli acquisti illegali transfrontalieri.

Inoltre, la valutazione coprirà questioni in sospeso, identificate nella relazione del 12.1.2018 della Commissione “COM (2018) 17”, come la possibilità di introdurre una categoria esplicita armonizzata per le “sigarette elettroniche” e per i prodotti a base di tabacco che non brucia “Heat-Not-Burn”. Lo scopo è di colmare le lacune informative e definitorie, al fine di determinare il corretto approccio armonizzato per la tassazione di tali prodotti.

La questione, infatti – tanto per le sigarette elettroniche, che per i prodotti del tabacco “heat-not-burn” – sarà riconsiderata nel contesto della prossima valutazione dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT) e della prossima relazione sulla direttiva, prevista per il 2019.

Si coglie con piacere nel soprarichiamato report della Commissione “COM (2018) 17” che la “Commissione condivide la raccomandazione dello studio esterno, il quale conclude che l’inserimento del tabacco greggio fra i prodotti soggetti ad accisa sarebbe sproporzionato e che si potrebbero conseguire benefici analoghi a costi inferiori tramite un quadro normativo comune per i coltivatori e i primi trasformatori nell’UE. Taluni Stati membri hanno già introdotto un quadro normativo nazionale che impone agli operatori economici la tenuta dei registri delle giacenze e dei flussi di tabacco greggio.” Abbiamo, infatti, rappresentato a tutti i livelli della rappresentanza istituzionale – nazionale ed europea – le preoccupazioni della filiera per le gravi ripercussioni che l’adozione di una misura del genere determinerebbe sulla tabacchicoltura comunitaria in termini di sostenibilità. Al tempo stesso cogliamo con soddisfazione il riferimento al quadro normativo nazionale come valore concreto per la trasparenza del comparto, di cui il nostro Paese rappresenta una “buona pratica” in ambito comunitario.

Infine, guardiamo con attenzione anche alle esigenze di armonizzazione del quadro normativo fiscale per i prodotti di nuova generazione ed in particolare quelli “Heat-Not-Burn”, perché possono contribuire concretamente alla prospettiva della tabacchicoltura europea, con un’attenzione particolare al tema della protezione della salute, che questa Consultazione Pubblica evidenzia.

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